Come funziona lo start & stop

Nel 1983 la FIAT lanciò sul mercato la Regata ES: la prima automobile al mondo ad adottare un sistema start & stop automatico. Il modello non fu un successo: gli automobilisti dell’epoca, non abituati ad una simile novità, temevano ad ogni incrocio o semaforo che il motore non sarebbe più ripartito, nonostante il perfetto funzionamento del dispositivo progettato dalla FIAT. Anni dopo, complici il successo della Volskwagen Lupo (1999) e della Citroen C3 (2004), nonché un’attenzione tutta nuova alle problematiche del risparmio energetico, il dispositivo start & stop si è fatto più raffinato ed è ormai proposto da un numero sempre crescente di modelli di auto.

start & stop auto

Nonostante lo start & stop non sia propriamente una novità, la sua diffusione su larga scala è abbastanza recente: capita dunque che in molti non sappiano ancora come funzioni. La maggior parte degli automobilisti, infatti, quando ha imparato a guidare ha anche appreso la regola per cui, in termini di consumi, spegnere e riaccendere l’auto ad ogni sosta costa più che tenere il motore acceso. Il dispositivo start & stop serve però proprio a questo: a spegnere automaticamente il motore quando l’auto si arresta o quando si scende sotto i 5 km/h. Quest’operazione, svolta manualmente, solleciterebbe la batteria e il motorino di avviamento; lo start & stop la automatizza, grazie a un alternatore reversibile, che fornisce l’elettricità necessaria quando l’auto è ferma e funziona anche da motorino di avviamento in ripartenza. Le modalità di funzionamento sono varie, a seconda del dispositivo: alcuni entrano in funzione solo con l’auto in folle, altri col freno premuto e frizione alzata. In fase di ripartenza, invece, l’elettronica di bordo riavvia il motore quando rileva l’innesto della marcia o il sollevamento del piede dal freno.

 

Lo start & stop e gli altri componenti

Lo start & stop tuttavia sollecita alcune componenti diversamente rispetto ad un avvio classico. In particolare è necessaria una batteria di capacità maggiore, poiché essa deve garantire il funzionamento dei congegni elettrici attivi anche durante le fasi di fermo dell’auto a motore spento. Anche il motorino di avviamento è chiamato a fare molti cicli in più rispetto a un componente standard pensato per un’auto senza start & stop. Si può dunque dire che il sistema sia più complesso: ciononostante, il risparmio di carburante è notevole, specie in città, dove l’auto è costretta a fermarsi e ripartire moltissime volte. Sostiene Mauro Palitto, ex direttore FIAT e padre dello start & stop montato dalla Regata nel 1983, che si convinse dell’utilità del dispositivo guidando una Ritmo dallo stabilimento CRF di Orbassano fino a Mirafiori: in 35 minuti di strada, senza particolare traffico, l’auto era rimasta ferma 12 minuti.

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Resistenze all’introduzione dello start & stop

In alcuni casi, lo start & stop non entra in funzione: per esempio quando la temperatura del motore è troppo bassa o quando la carica della batteria è insufficiente. Inoltre, le automobili che montano il dispositivo di serie, danno sempre la possibilità di disattivarlo. In effetti gli scetticismi e le resistenze del mondo degli automobilisti all’introduzione dello start & stop non sono poche. La notevole sollecitazione della batteria e del motorino di avviamento, per esempio, fanno sospettare che il ciclo di vita di un’auto dotata di start & stop sia più breve, o che comunque le spese di manutenzione siano ancora troppo alte, andando così ad annullare il risparmio economico ottenuto dall’uso del dispositivo. Comunque, le auto dotate di start & stop montano di solito componenti rinforzate, concepite apposta per auto che montano il dispositivo. In ogni caso, qualsiasi sia il motorino di avviamento che usate, potete scoprire da ora una larga scelta di motorini di avviamento su Mister-Auto qualsiasi sia la marca o il modello della vostra auto.

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