Preparatevi a contrastare le alte temperature al volante

automobili estate

L’arrivo dell’estate porta con sé calde temperature che sono perfette per la vostra abbronzatura, ma che possono essere sgradevoli quando siete alla guida, soprattutto se dovete percorrere molti chilometri prima di arrivare a destinazione. Per fortuna, c’è l’aria condizionata a rinfrescarvi. Ma cosa fare se si guasta?

Un condizionatore guasto in auto è molto sgradevole, soprattutto d’estate: anziché rilasciare aria fresca potrebbe rilasciare odori ben poco piacevoli, e far diventare la vostra auto un vero e proprio forno, col rischio di farvi soffocare. Cosa fare, in questi casi? È necessario sostituire l’aria condizionata? Una vera e propria sostituzione del climatizzatore, in realtà, può essere un’operazione molto costosa: ma nella maggior parte dei casi è possibile ripararlo, se guasto, o semplicemente è necessario ricaricarlo.

Come funziona l’aria condizionata

Il condizionatore è in pratica un frigorifero che ha il compito di spostare l’aria dall’interno all’esterno dell’auto. Esso è composto da un compressore, un condensatore, una valvola di espansione, un evaporatore e un ricevitore/asciugatore, che funziona da filtro. Dentro questo sistema circola il refrigerante, una sostanza conosciuta in gergo tecnico come R-134a. Il compressore mette sotto pressione il refrigerante e lo invia alle spirali di condensazione, che si trovano generalmente davanti al radiatore. La compressione rende il gas caldo: spetta al condensatore espellere questo calore. Quando il refrigerante si raffredda, passa da gassoso a liquido, e, attraverso la valvola di espansione, entra nell’evaporatore, dove perde la pressione che gli era stata data dal compressore. Durante questo passaggio, parte del liquido diventa gas a bassa pressione, raffreddando così il liquido rimasto. Attraverso il ventilatore dell’auto, l’aria circola attraverso l’evaporatore freddo e all’interno.

Cosa può succedere al condizionatore

condizionatore

Se l’aria condizionata non funziona più, è possibile che non ci sia sufficiente refrigerante nel sistema: senza il liquido R-134a non è possibile portare via il calore. Non è difficile individuare una perdita, ma è più complicato sistemare la cosa senza dover smontare tutto. Negli autoricambi è possibile acquistare un colorante fluorescente da immettere nel sistema per individuare perdite del refrigerante. Nel caso di perdite importanti, la mancanza di pressione impedisce al condizionatore di funzionare correttamente.

Con un calibro è possibile verificare il livello del refrigerante nella valvola. Se non ci sono perdite, ma ci si accorge che il refrigerante è terminato, si può ovviare grazie ad un kit per la ricarica del climatizzatore auto. Queste ricariche si trovano facilmente nelle stazioni di rifornimento e anche su Internet. A volte è necessario semplicemente rabboccare il refrigerante. Se invece è il filtro antipolline ad essere intasato, bisognerà sostituirlo.

Tuttavia, se non è il filtro a essere intasato, oppure il liquido a essere terminato, il problema potrebbe essere la rottura del compressore. Riparare un compressore può essere parecchio costoso: per un compressore nuovo un’autofficina può chiedere fino a 700€! Per evitare di romperlo, e ritrovarvi a dover sostituire l’aria condizionata, è buona norma non usare smodatamente il climatizzatore, per non finire in fretta il liquido refrigerante (e consumare anche meno benzina).

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