La storia dell’Audi e i suoi modelli faro

La storia dell’Audi attraversa più di un secolo, tra passaggi di proprietà, guerre, bancarotte, e modelli diventati famosissimi. Una storia movimentata che va dai primordi dell’automobile in Europa fino ai giorni nostri, con il lancio sul mercato della nuova A4.

Audi A4

Nel settembre del 2015 è stata presentata, al Salone dell’Auto di Francoforte, la nuova Audi A4, poi lanciata sul mercato a fine 2015. Si tratta della quinta generazione dello storico modello della casa tedesca; rispetto alla versione precedente, le dimensioni sono leggermente accresciute, mentre il peso è notevolmente ridotto, grazie all’uso di componenti leggeri, in alluminio e acciaio ad altissima resistenza, nella realizzazione della vettura. In questo modo, l’Audi A4 è l’automobile più leggera della sua categoria.

 

Oltre alla A4 sono state presentate anche la versione wagon A4 Avant, e la sportiva Audi S4. Del resto Audi si è distinta negli ultimi decenni anche come marchio vincente nel mondo dell’automobilismo sportivo, non solo nel campionato DTM, ma anche nel Superturismo, nei rally, e nella 24 ore di Le Mans. Ma la storia dell’Audi ha un inizio travagliato, che incrocia le vicende più importanti del secolo scorso.

 

La Audi dei pionieri

Audi

La Audi è fondata nel 1909 come August Horch Automobilwerke GmbH, e prende la denominazione Audi nell’anno successivo. Il suo fondatore, August Horch, è però attivo nel mondo delle automobili sin dal decennio precedente: già nel 1899, questo vero e proprio pioniere, aveva fondato la A. Horch & Cie., ditta specializzata in riparazioni che dopo poco iniziò anche a creare i propri modelli di auto.

 

Horch, personalità straripante di idee per il mondo allora nuovo delle automobili, fu dapprima allontanato dalla sua stessa azienda dai suoi soci; poi, quando nel 1909 creò una nuova impresa, fu costretto a non utilizzare il suo nome per le proprie creazioni: quel marchio rimaneva di proprietà della sua vecchia ditta.

 

Fu un nipotino, a quanto pare, a proporre a Horch di scegliere una nuova denominazione in latino: la scelta cadde su “Audi”, “ascolta”, libera traduzione del cognome di Horch dal tedesco al latino. Tra il 1910 e il 1914 uscirono la Typ A, la Typ B e la Typ C, con cui la Audi entrò nel mondo delle corse. Con la Prima Guerra Mondiale, Audi fornì il parco vetture dei vertici dell’esercito tedesco. Il dopoguerra vide l’arrivo di modelli sempre più moderni, ma una successione di tre fiaschi (la Typ M, la Typ K, la Typ R Imperator) trascinò l’Audi nella bancarotta. La Casa automobilistica fu così acquisita dalla DKW.

 

Dalla Auto Union all’acquisizione da parte di Volkswagen

Con la crisi del 1929, il mercato tedesco subì un duro colpo. I vertici della DKW, che detenevano anche la proprietà di Audi, sempre più in crisi, cercarono di risollevare le sorti dell’azienda con due grandi acquisizioni (la vecchia Horch, e la Wanderer), creando così il colosso Auto Union. Furono così tolti dal listino tutti i modelli di Audi, tranne la Typ UW Front, che fu tra le primissime ad adottare la trazione anteriore, soluzione nuova e ancora poco apprezzata dagli automobilisti.

 

Auto Union pensò dunque di cancellare del tutto il marchio Audi. Il vecchio Horch, che era nel consiglio di amministrazione, riuscì a salvare ancora l’esistenza del suo marchio, lanciando sul mercato l’Audi 920. Ma la Seconda Guerra Mondiale bloccò tutti i piani di rinascita Audi.

 

Il marchio Audi a questo punto sparì. I vecchi stabilimenti in Sassonia furono utilizzati per produrre IFA e Trabant. L’Auto Union continuò a produrre, ad ovest, nuovi modelli, ma senza più utilizzare il marchio Audi. Dapprima la Daimler-Benz rilevò la Auto Union, poi parte di quelle proprietà passarono nel 1964 alla Volkswagen, che recuperò il marchio Audi (mentre il marchio Horch rimase proprietà di Daimler-Benz).

 

Nel 1965 fu resuscitato dopo un ventennio di assenza il marchio Audi, con il lancio sul mercato della Audi 72. L’Audi era tornata, più forte di prima: la Audi 80 del 1972 e i modelli successivi ebbero un buon successo di mercato, ma fu con l’arrivo di Ferdinand Piëch che l’Audi poté, finalmente, trionfare: il nipote di Ferdinand Porsche ebbe l’intuizione delle quattro ruote motrici, che adottò per primo sulla Audi quattro, nel 1980.

 

Da allora, la storia dell’Audi è costellata di successi, di vendite delle vetture per la strada, e di trofei nel mondo delle corse, dai rally degli anni ’80, al campionato DTM negli anni ’90 (con la Audi V8). Ne erano passati di decenni dai tempi in cui la Typ C sbaragliava la concorrenza nella massacrante Österreichische Alpenfahrt, la Corsa Alpina dell’Austria!

 

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