Lo scandalo Volkswagen e le conseguenze sulle auto diesel

Se possedete una macchina diesel, e in particolar modo una Volkswagen, il recente scandalo sulle emissioni truccate vi ha probabilmente messo in allarme. Mentre le conseguenze del “dieselgate” sulla casa automobilistica tedesca non hanno cessato di aggravarsi, secondo alcuni osservatori la vicenda può avere terribili conseguenze anche sull’intero settore dei motori diesel.

volkswagen

Da tempo le normative cercano di abbattere le emissioni nocive dei motori diesel, soprattutto quelle di particolato (PM10) e ossidi di azoto (NOx), potenzialmente responsabili di malattie respiratorie e cardiovascolari. Le normative Euro5 hanno imposto, di fatto, l’adozione del filtro antiparticolato, che serve a limitare le emissioni di PM10, mentre le normative Euro6, attualmente in vigore, hanno cercato di porre limiti più severi anche sulle emissioni di NOx, portandoli ai livelli ammessi per i motori a benzina (80 mg al km per i diesel, contro i 60 per i motori a benzina). Eppure, nonostante le normative, lo scandalo Volkswagen ha riaperto il dibattito sull’inquinamento provocato dai motori diesel.

Emissioni truccate

 Lo scandalo Volkswagen ha messo in luce che la casa automobilistica tedesca ha falsificato, attraverso un software, i risultati delle emissioni prodotte durante i test: in condizioni di guida reale, in effetti, i controlli rilevano emissioni anche 40 volte superiori. Si parla di 11 milioni di modelli che montano il motore EA 189, quello accusato di essere ”truccato”: modelli anche storici come la Golf, la Passat, il Maggiolino e la Audi A3. Nonostante a essere sotto accusa siano soprattutto le emissioni di ossidi di azoto, alla luce dello scandalo le istituzioni hanno iniziato a occuparsi maggiormente anche delle altre emissioni tipiche dei diesel.

 Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per esempio, hachiesto a settembre un parere all’Istituto Superiore di Sanità circa i rischi del filtro antiparticolato sulla salute: se in effetti il filtro è pensato per ridurre le emissioni inquinanti, secondo molti – riducendo le dimensioni delle particelle inquinanti – rilascia nell’atmosfera del nanoparticolato, polveri ancora più sottili che se respirate possono provocare gravissime patologie e che non sono rilevate dalle centraline antinquinamento.

 Secondo un articolo dell’Economist, lo scandalo ha segnato il futuro stesso dei motori diesel. Secondo l’autorevole rivista inglese, i controlli sarebbero una vera e propria farsa: affidati alle stesse case automobilistiche, con leggi morbide e modalità poco affidabili.

emissioni

È possibile ipotizzare che molte altre case automobilistiche, come Volkswagen abbiano falsificato i propri test. Ma il problema del diesel va oltre i trucchetti usati dalle case automobilistiche per “taroccare” i test sulle emissioni: il diesel promette qualcosa che non può mantenere, ovvero consumare poco e inquinare poco. In realtà, per poter risparmiare sui consumi (dunque sulle emissioni di anidride carbonica), il diesel inevitabilmente produce molto più ossido di azoto. Secondo l’Economist, dunque, il caso Volkswagen dimostra che è difficile rispettare le norme e che, in sostanza, è quasi impossibile inquinare poco usando motori diesel. Le ricerche sull’inquinamento dei motori diesel sono, in effetti, ben poco confortanti. Bisogna dunque abbandonare completamente il motore diesel? La rivista inglese è drastica: secondo l’Economist il diesel è “sul letto di morte”, e le auto ibride saranno le vere vincitrici, aumentando notevolmente la loro percentuale di mercato.

Sull'Autore